Gli organi di stampa, le forze politiche e i cittadini sono ultimamente (e giustamente) infervorati per i “costi della politica”. Ma stanno pensando tutti alla stessa cosa?
Non saprei definire la posizione della stampa, ma certo quella della “politica” e dei cittadini non è la stessa. Quello di cui sono convinto è che la prima, o molto di essa, stia alacremente lavorando per infinocchiare i secondi cavalcando i loro malumori.
Per capire cosa intendo andrebbe fatto un passo indietro (formula abusata in questo periodo, ma che qui ha tutt’altro significato). Che cosa sono i “costi della politica”? In una società civile dovrebbero essere i costi della democrazia, ma allora perché tanto malumore nei cittadini? Non apprezzano forse la democrazia? Molti si anche se nessuno lo ammetterebbe mai, il motivo però è che questi costi nulla hanno a che vedere con la democrazia, anzi sono il suo contrario.
L’odore di infinocchiatura (da tempi remoti si usa sovrastare e accompagnare le pietanze e i vini di scarsa qualità con semi di finocchio che per le sue proprietà pungenti di sapore e odore nasconde le magagne del cibo andato a male… da lì il termine infinocchiare) sta tutta nel vedere come si svii l’attenzione sui costi antidemocratici della politica su temi che non centrano un tubo o sono ad essi assolutamente marginali.
Lo specchietto per le allodole sono diventate le “piccole” province e i “piccoli” comuni… come se i guai dell’Italia fossero i 600 euri del Sindaco di Gurro e non l’abnorme sistema di finanziamento ai Partiti, l’abnorme proliferazione di enti incontrollati dai cittadini attraverso il loro voto, lo scandaloso sistema di privilegi di quella che Stella e Rizzo hanno mirabilmente definito “la casta”.
Obiettivo sono le “poltrone” del Sindaco di Gurro e di fantomatiche altre 80.000 “sanguisughe” delle casse dello Stato come il Sindaco di Gurro. In vero molti Sindaci come quello di Gurro a volte rinunciano pure a quei denari e di quegli 80.000 (se davvero sono così tanti e ne ho seri dubbi) il 90% presta la propria opera in consigli comunali e provinciali con al massimo rimborsi spese risibili di 17 euro la seduta… in totale una spesa che solo decidere di tenere il referendum sul nucleare nella stessa giornata delle elezioni amministrative avrebbe potuto essere coperta per le prossime due legislature… 10 anni.
Dove sta l’imbroglio, dunque? L’imbroglio è il solito… attraverso i metodi dell’illusionista far vedere ciò che fa comodo e lasciare intendere di voler curare la malattia, ma utilizzando il virus che l’ha creata.
La malattia nasce perché si è progressivamente depauperata la possibilità dei cittadini di contare con l’espressione del proprio voto promuovendo progetti ed indicando persone e si vuole proseguire nell’opera continuando a togliere ai cittadini questa possibilità. In questo modo la politica “nomina”, non risponde in modo diretto del proprio operato, crea organismi ed enti fuori da ogni controllo democratico dei cittadini… ecco perché non salutare con entusiasmo l’annuncio di chiusura di un piccolo consiglio comunale di montagna.
Come fare per non farsi prendere… per il culo?… sì, Pericle nei titoli fa sforzo di “bon ton”, ma nei ragionamenti vuole essere più schietto. C’è una sola soluzione pretendere dalla politica di intervenire nel merito non fare la furba.

Il modello dei "federalisti" nostrani: Richelieu
Abolendo province e comuni nessun ufficio sarebbe evidentemente smantellato… cambierebbe la targa all’esterno non più “Provincia di…” ma “Regione…”, si creerebbero altri enti di “secondo grado” (cioè non eletti direttamente dei cittadini… massima goduria per i Richelieu di paese) magari riesumando assieme ai “Comprensori” anche la buona “Franca Olmi” che forte della rappresentatività dello zero virgola dei cittadini ne faceva il Presidente.
Se si volesse incidere sui costi di un’ipotetica struttura elefantiaca bisognerebbe prima dimostrare che lo sia, e, al di là delle leggende metropolitane, bisognerebbe prima spiegare che i dipendenti pubblici italiani sono in proporzione meno dei colleghi francesi o tedeschi, ma addirittura meno di quelli statunitensi che non operano certo in una nazione statalista. Quindi bisognerebbe chiarire che l’inefficienza degli apparati non è nei suoi numeri, ma nella qualità e nelle direttive e negli obiettivi che sono una competenza tutta politica, fatta di regole chiare e di indicazione su chi fa che cosa.
Pericle ha una proposta semplice per abbattere i costi della politica.
A Pericle vanno bene anche 600 Deputati e 300 Senatori, ma ad un paio di condizioni: possano partecipare alle elezioni solo Partiti che dimostrino di avere un’organizzazione interna democratica ed un radicamento in almeno il 51% del territorio nazionale (unica eccezione la rappresentanza delle minoranze linguistiche) e quindi possano accedere ai conseguenti rimborsi elettorali solo avendo assolto a questo principio basilare. Deputati e senatori percepiscano indennità e rimborsi spese analoghi alla media dei loro colleghi tedeschi, inglesi, francesi e spagnoli.
Si tolga immediatamente a Regioni, Province e Comuni il valore corrispondente di trasferimenti inerente le spese a bilancio per indennità e consulenze, si abbattano gli scaglioni di tassazione dei valori corrispondenti a questo immediato risparmio e si autorizzino gli enti interessati ad una imposizione locale per le cifre che Presidenti e Sindaci eletti dovranno già aver indicato nel loro programma elettorale e che i cittadini avranno potuto considerare nell’espressione del loro voto.
Misure “semplici”… inutile perdersi adesso con il numero dei Parlamentari (farne una questione di principio sarebbe solo un modo per non venire a capo di nulla in tempi brevi)… ma occorrerebbero due cose: una politica che non vuole fare la furba e cittadini che non vogliono farsi infinocchiare… per la prima l’ipotesi è impossibile, per i secondi è augurabile… speriamo di poter almeno contare sui secondi.